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Reconquista
Il viaggio di un eternauta
ECONOMIA
21 ottobre 2013
Banche e lumache
E' noto che per gustare un piatto di lumache bisogna procedere allo spurgo delle stesse affinchè non siano tossiche per chi le degusta.

E' altrettanto noto che una crisi finanziaria così devastante ha reso tossiche percentuali elevatissime di asset bancari che hanno ancora ampio bisogno di essere spurgati, ovvero mondati di sofferenze e incagli tramite iniezioni di liquidità derivanti da operazioni di mercato con le banche centrali ovvero da ricapitalizzazioni pubbliche.

Hai voglia a non voler far pagare al contribuente questa nuova liquidità bancaria.

E' accaduto dappertutto e accade anche qui con molte evidenze recenti: la possibilità di cedere alla Cassa Depositi e Prestiti titoli derivanti da cartolarizzazione di mutui, lo sconto fiscale e la migliore qualità di asset dalla possibilità di diminuire il numero di anni di riporto delle perdite, la possibile rivalutazione delle quote di Bankitalia e il tentativo di salvataggio strisciante al momento mal riuscito di MPS.

Nessun stupore di fronte al male minore.

Ciò che indigna è che, a differenza dell'estero, tutto è fatto perchè chi amministra oggi amministri anche domani in un orrido capitalismo perennemente di relazione.

E così con i soldi di CdP anzichè finanziare in toto imprese e famiglie, eccoci a finanziare le vestigia puteolenti di Alitalia o con i Tre/Monti bond di MPS cercare di mantenere la sputtanatissima Fondazione senese nella stanza dei bottoni.

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POLITICA
18 maggio 2013
Inciucista confesso
Nicola Latorre ha un cursus honorum di tutto rilievo al riguardo.

Faceva parte della merchant bank di Palazzo Chigi che non parla inglese (copyright Guido Rossi) entrata con le pezze al culo e uscita benestante (Marco Travaglio) assieme a Claudio Velardi (divenuto spin doctor di candidati di destra), Fabrizio Rondolino (notista de Il Giornale di Berlusconi), Marco Minniti (animatore della Fondazione ICSA con Kossiga).

In stretto contatto con il tesoriere che ha "occultato" il patrimonio dei DS nelle Fondazioni, Ugo Sposetti che ama desinare con Denis Verdini.

Lo si ricorda per il pizzino a La7 per aiutare nel dibattito in corso il collega della destra a discapito del teorico alleato dell'IDV.

Ultimamente ha gettato definitivamente la maschera e ci sta dicendo con chiarezza chi è.

Ha bollato come entrambe gravi le vicende di dissenso interno alle candidature presidenziali di Marini e Prodi. Peccato che la prima è stata alla luce del sole e la seconda nell'ombra silenziosa che si confa ai miserabili che sanno di essere infami. Per non parlare del fatto che Prodi è la bandiera del PD, Marini tutt'al più della DC-PPI. O Nicola Latorre ha come bandiera solo lo Skorpione dai baffetti padrone del partito delle Coop?

Infine, mentre Luigi Zanda capogruppo del PD bollava come ineleggebile il noto concessionario TV Giglio di Campo e quindi impossibile la sua nomina a Senatore a Vita come suggello dell'Inciucio dei Vent'anni, lui pronto "non spetta a noi decidere sulla nomina di senatore a vita".

Politicamente infame e miserabile.
POLITICA
11 maggio 2013
Ius soli e diritti di cittadinanza
I diritti di cittadinanza sono quelli civili relativi alle libertà, quelli sociali relativi alle tutele, quelli politici relativi alla facoltà di elettorato attivo e passivo.

Si parla tanto dello ius soli probabilmente senza riuscire a muovere niente rispetto all'oscenità di concederli solo al compimento della maggiore età per i figli di genitori a cittadinanza straniera anche nel caso in cui uno di loro lavora e paga le tasse in Italia.

Proprio questo è il punto.

E' più cittadino italiano il figlio nato in Italia da genitore straniero contribuente che non può eleggere nessuno, ne' essere eletto, avendo compiuto almeno un ciclo scolastico partendo dalle scuole d'infanzia oppure il figlio nato all'estero da genitore italiano contribuente in quel paese che, stoltamente, possiede diritto di elettorato attivo e passivo nel nostro paese?

La risposta è retorica, ma rovesciando io sarei ancora più drastico.

E' meritevole dei diritti politici di cittadinanza, ovvero del diritto di eleggere ed essere eletto, chi evade le tasse? E quindi a cascata lo sono i suoi figli anche se nati in Italia da genitore italiano?

I condannati per la legge sui reati tributari con il Dlgs 74/2000 sono veramente pochi in relazione al tasso di evasione fiscale e sono ancora meno quelli che subiscono una condanna di almeno cinque anni che comporta la interdizione PERPETUA dai pubblici uffici.

Sarebbe il caso di abbassare questa soglia.
POLITICA
28 febbraio 2013
Onori, oneri, disonori
Onore ad Antonio Ingroia e ad Antonio Di Pietro, magistrati integerrimi del Pool Antimafia di Caselli e del Pool Mani Pulite di Borrelli, politici autodidatti sconfitti.

Dispiace, ma rincuora che la loro vita permette loro di guardarsi sereni allo specchio ogni mattina, anche da ignoti, senza interviste TV o web.

Onere a Pier Luigi Bersani che, suo malgrado, tiene incollata a se' la maledizione della nomenklatura dalemiana. Difficile convincere gli originali e impegnati pentastellati che l'impegno sull'abolizione per via costituzionale di senato e province o su misure efficaci per i conflitti di interesse, i reati contro la pubblica amministrazione, la malavita organizzata sia sufficiente a farli cadere nella trappola dei riti usuali. D'altra parte associare il caimano sarebbe suicidio collettivo.

Eppure la rivoluzione è proprio questa: finalmente impegno ed efficacia contro l'evasione fiscale dei lavoratori autonomi, contro la corruzione della casta, contro gli affari finanziari della criminalità organizzata per liberare i lavoratori dipendenti dal giogo di pagare da soli servizi pubblici scalcinati, scherniti da politici beffardi, intimiditi da mafiosi.

Disonore a chi sta pensando di mettere insieme PDL e PDmenoL sotto la bandiera del giovanotto fiorentino ciellino rampante, imparaticcio del marketing paterno, che ha il torto non tanto di piacere ai berluscones che vedono giustamente in lui un modo di affermare apoditticamente e non analizzare da berluschino, ma soprattutto perchè la pensa come loro.

Infatti, in questo paese culturalmente devastato dall'incomprensione dell'illiceità di comportamenti finalizzati al denaro, costi quel che costi, in un paese che dovrebbe mettere alla gogna i biscazzieri alla Briatore, i ruffiani alla Mora, i manipolatori alla Moggi e i ricattatori alla Corona, sapete che disse in sostanza messere Pulcino Pio?

"Perchè tanto carcere, in fondo ha fatto due foto..."

Disonore a lui e a chi, tanti, tra poco o molto, lo voteranno salvando elettori ed eletti di PDL e PDmeno L.

SOCIETA'
17 aprile 2012
Disorganizzati e fessi
Siamo talmente abituati alla disorganizzazione e a cavarcela sempre sull'improvvisazione, da soli e a mani nude che facciamo la figura dei fessi anche quando, semel in vita, siamo organizzati.

Trovo ripugnante la notizia che la vita di un venticinquenne sia andata persa per la mancanza di conoscenza della dotazione di un defibrillatore, anzi tre, e non per la mancanza del defibrillatore stesso.

In questo caso saremmo stati come il Burundi, con tutto il rispetto per il Burundi, ma avremmo potuto inveire al solito destino cinico e baro, in attesa della rivincita sotto altrettanto stellone miracolistico.

Invece, come al solito, finiamo nelle classifiche europee con greci, rumeni e bulgari: tendenzialmente corrotti, indolenti, evasori, furbastri e, ahimè quando non serve, irrimediabilmente fessi.

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ECONOMIA
21 dicembre 2011
Prede predatori e predoni
Richard Goodwin è famoso per la sua teoria della crescita ciclica dell'economia capitalista sulla base della dicotomia preda-predatore del mondo naturale applicata al contesto economico.

Prede e predatori nel mondo naturale confliggono, ma il destino è comune con fasi ora a favore degli uni ora a favore degli altri che continua all'infinito attorno a un irragiungibile punto di equilibrio.

In altri termini le gazzelle cacciate dai leopardi tenderanno a diminuire drasticamente, fino a che i leopardi non trovando più gazzelle a loro volta diminuiranno permettendo il ritorno all'incremento delle gazzelle.

Lavoratori e capitalisti agiscono allo stesso modo.
Fino a che il tasso di profitto supera il tasso di interesse naturale, o anche la dinamica della produttività supera quella del salario reale, i capitalisti tendono a "mangiare" lavoratori.
Quando i lavoratori disponibili diminuiscono oltre un certo limite giungendo quasi alla piena occupazione e aumenta il loro prezzo, ovvero il salario reale, diminuiscono i capitalisti disponibili a investire.
Diminuisce la produzione e quindi l'occupazione fino alla riduzione del salario reale sotto i livelli di produttività del lavoro e ricomincia il ciclo.

Ne' prede ne' predatori si estinguono.

Pensavo a un parallelo con il nostro debito pubblico giunto al redde rationem a causa della disciplina imposta dai mercati internazionali impauriti per la nostra presunta incapacità a onorare il debito in assenza della possibilità di svalutazione.

Comprimere le spese ulteriormente al lordo della corruzione e degli sprechi enormi ma singoli significa estinguere una parte dei dipendenti pubblici.

Espandere le entrate ulteriormente al lordo dell'evasione ed elusione fiscale significa estinguere coloro che pagano le tasse, quindi principalmente i lavoratori dipendenti privati.

Il giorno che si estinguessero dipendenti pubblici e dipendenti privati rimarrebbero corruttori ed evasori senza nessuno da corrompere e niente da rubare tramite l'occultamento dei propri redditi.

Hanno dunque bisogno di noi questi predoni seriali ... ribelliamoci!



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ECONOMIA
26 settembre 2011
Patacones ed Eurobond
Quale sarà il momento in cui il default greco sarà conclamato? Quali le conseguenze operative?

Distinguiamo tra quelle che sono le conseguenze di un default potenziale che stiamo vivendo, da quelle di un default conclamato.

Nel primo caso abbiamo una progressiva uscita degli investitori nazionali e internazionali dalle posizioni in titoli di Stato e in obbligazioni e azioni dei creditori principali che, tipicamente banche, si trovano sempre più in difficoltà a finanziarsi anche a breve sull'interbancario.

Tale uscita provoca un innalzamento altrettanto progressivo del premio per il rischio per gli investitori residui.

Lo Stato si trova più o meno velocemente a dover far fronte a tutti gli impegni di spesa non potendo finanziarsi sul mercato se non a tassi elevatissimi che compromettono la tenuta di consumi e investimenti privati e contando solo sulle entrate fiscali anche per il pagamento di questi esosi interessi.

Se non è in grado di pagare
  • o trova finanziatori istituzionali come attualmente la Banca Centrale Europea e potenzialmente l'European Financial Stability Facility - EFSF e il Fondo Monetario Internazionale
  • ovvero chiede a tutti i creditori di dilazionare le scadenze dei rimborsi
  • oppure ancora negozia con la sola parte dei creditori istituzionali tale dilazione
  • oppure, infine, dichiara semplicemente di non potere rimborsare le rate in scadenza, ovvero di pagare stipendi, pensioni o fornitori.
Nel penultimo caso ci troviamo di fronte a un default tecnico.

Nell'ultimo a un default conclamato.

Cosa succederebbe a questo punto?

Le banche greche che detengono titoli di Stato in quota rilevante dei propri asset si troverebbero in difficoltà insormontabili a rimborsare le voci del passivo, depositi in testa.

Lo Stato greco bloccherebbe i movimenti di capitali verso l'estero, nazionalizzando le banche che entrerebbero così nel perimetro delle finanze pubbliche e congelerebbe i depositi bancari con la possibilità di smobilizzarli per piccole somme con grande lentezza.

Quindi, non solo dipendenti pubblici e pensionati avrebbero una crisi di liquidità, ma anche consumatori e imprese e la Grecia sarebbe momentaneamente isolata dal mondo dal punto di vista finanziario.

Per ripristinare una parziale circolazione monetaria lo Stato greco emetterebbe titoli/moneta come i Patacones a Buenos Aires durante la crisi argentina per pagare i propri debiti e quelli delle banche nazionalizzate nei confronti delle persone fisiche e giuridiche greche.

In altri termini, mentre ufficialmente sarebbe ancora l'euro la valuta valida nei rapporti di debito/credito, ne sortirebbe una moneta interna ufficialmente non convertibile, ma che via via sarebbe accettata da tutti all'interno della Grecia per non scadere nell'economia del baratto e ne sarebbe definita una valutazione di mercato.

Il tasso di cambio del Patacon-Souvlaki, al di là di una immediata volatilità o overshooting rispetto all'equilibrio di lungo periodo, non potrebbe che svalutarsi in maniera enorme rispetto all'euro, ricostituendo una situazione nel tempo simile al pre-euro.

In altri termini, dopo il default conclamato avremmo un approfondimento drammatico temporaneo della crisi greca che potrebbe comportare riduzioni anche del 10-15% annuo del PIL rispetto agli attuali 2-5%, stante il blocco di consumi e investimenti per rischi di liquidità e disoccupazione di massa.

Nel frattempo, la svalutazione epocale del Patacon-Souvlaky permetterebbe un riequilibrio tendenziale della bilancia commerciale a prezzo di una riduzione delle importazioni e di un'elevatissima inflazione importata.

Questo significa che i greci sarebbero stabilmente più poveri, ma almeno dal punto di vista del debito pubblico smetterebbero di essere a rischio default con le conseguenze drammatiche che rimbalzano parossisticamente dai mercati finanziari a quelli reali e viceversa.

In sintesi, l'indisciplina economica di un paese che spende dal punto di vista pubblico (ed eventualmente privato) stabilmente di più del saldo di bilancia commerciale, ha conseguenze stabilmente negative sia stando dentro sia stando fuori dalla moneta unica.

Dentro l'euro l'indisciplina si paga in termini di maggiore disoccupazione, fuori dall'euro in termini di maggiore inflazione.

Vediamo ora quali potrebbero essere le vie di uscita per il nostro paese e per l'Unione Monetaria tout-court.

Già in questi giorni, settimane, mesi il default potenziale ha influito sia sulle banche estere detentrici dei titoli di Stato greci, sia sugli altri Stati euro potenziali prestatori di ultima istanza in un rimbalzo reciproco e progressivo.

Da una parte, ad esempio, lo Stato italiano rischia di precipitare nello stesso gorgo della Grecia.

Dall'altra, l'interbancario si prosciuga, i tassi di interesse per approvvigionamento balzano verso l'alto: banche francesi che diventano potenziali clienti dell'EFSF per essere ricapitalizzate nè più nè meno di quelle dei paesi sotto scacco per prospettive del debito.

Il nostro paese in un contesto di esistenza dell'euro e di tensione alla permanenza nel medesimo necessita di evidenziare condizioni di potenziale recupero della crescita.

Essa non può che avvenire tramite un recupero di competitività prima ancora di qualsiasi qualificazione della spesa pubblica che non può ad ogni costo essere aumentata.

Non potendo svalutare, la competitività si ottiene nel breve periodo riducendo i costi impropri di sistema e il costo del lavoro.

Nel primo caso cancellando interi carichi burocratici e impedendo qualsiasi tariffa minima delle corporazioni, aprendo i monopoli alla concorrenza.

Nel secondo caso con una svalutazione implicita, diminuendo di svariati punti percentuali i contributi sociali e le tasse a carico dei lavoratori dipendenti in primis e aumentando l'IVA che, come noto grava solo sull'import e non sull'export.

Certo, nel medio periodo bisogna qualificare le spese verso investimenti in scuola, università, ricerca, sviluppo, o verso fattori di attrazione degli investimenti internazionali in termini di infrastrutture, qualità della vita, sparizione della criminalità organizzata.

Certo, ma ora dobbiamo salvarci nel breve - brevissimo periodo.

Questa è condizione necessaria, ma non sufficiente, perchè il sistema potrebbe implodere anche in presenza di una relativa maggiore virtù del nostro paese.
Paese che, invece, permanendo totalmente i vizi attuali, può essere condizione sufficiente per l'implosione del sistema.

Il sistema stesso può avviarsi ad essere sostenuto da qualche Fondo G20 sul modello EFSF per la Grecia e le banche, ma si tratta di un gioco ancora al rialzo pericolosissimo. Potrebbe essere necessario successivamente trovare un prestatore di ultima istanza su Marte.

Le vere soluzioni sono due.

La prima è quella più auspicabile ma, in condizioni normali, irrealistica.

L'Unione Monetaria si dota di una politica di bilancio comune attraverso un Ministro delle Finanze comune con il potere di decidere sulle pensioni, sulla sanità, sulla scuola e università, sul costo e il livello dei servizi pubblici in ogni parte dell'Area euro, nonchè sul livello minimo e massimo della pressione fiscale e contributiva.

Solo così, con un controllo diretto ex-ante delle decisioni politiche anche dei paesi senza disciplina ora controllati nei fatti solo ex-post, (mentre ex-ante vi è solo la moral suasion del potenziale prestatore di denaro fresco per l'emergenza), i paesi disciplinati accetterebbero l'emissione degli Eurobond.

Eurobond che, invece, in assenza del controllo diretto sarebbero un palliativo di breve periodo, perchè sarebbero un incentivo all'azzardo morale dei paesi non disciplinati, che avvolgerebbero ancora di più nelle loro spire malefiche i paesi disciplinati.

Il controllo diretto, invece, tenderebbe a recidere l'insano patto scellerato tra caste politiche corrotte e privilegiate e i loro elettori ammansiti da misure insostenibili in termini di pensioni di anzianità o agevolazioni pubbliche.

Il sottoprodotto sarebbe l'avvio finalmente dell'Unione politica, del sogno della grande Europa forza gentile, degli Stati Uniti d'Europa.

La seconda soluzione è quella dell'inflazione. La Banca Centrale Europea non dovrebbe più sterilizzare tramite depositi forzosi presso di sè la liquidità accordata alle banche che vendono titoli di Stato o che presentano istanza di prestito avendo come collaterale i medesimi.

Un'inflazione che svaluta i debiti rimanendo sempre al di sopra dei tassi di interesse.

Un'inflazione dunque elevata, potenzialmente non controllabile, politicamente inaccettabile per chi ha vissuto Weimar e i fantasmi che da quella iperinflazione sono nati: regimi autoritari, persecuzioni, guerra.

E', dunque, il momento dei peggiori incubi e dei più grandi sogni: la sorte di ognuno di noi passa da questo snodo.

Vediamo di meritarcela!


POLITICA
16 marzo 2011
'acca nisciuno ? è fesso
La reiterata furbizia da venditore e lo smodato potere mediatico non riescono a oscurare una verità abbagliante.

La riforma della magistratura si sintetizza in tre semplici passi.

Il Parlamento, quindi la maggioranza, quindi il Governo deciderà quali reati sono da perseguire al posto delle Procure.

La Polizia Giudiziaria, sottoposta gerarchicamente al Governo condurrà le indagini al posto delle Procure.

I Magistrati delle Procure saranno sottoposti a un collegio disciplinare composto da un numero di politici pari ai togati. Quindi potranno più facilmente essere puniti da soggetti nominati dal Parlamento, quindi dalla maggioranza e, dunque, dal Governo.

Questa sfacciata dittatura della Maggioranza, spacciata per civico moderatismo ci costringe ad augurarci che un Messina Denaro o un suo Amico degli amici non scenda mai in politica.

O è già successo ??
POLITICA
23 novembre 2010
Elenco delle cose per cui sono grato a Saviano
Sono grato a Saviano perchè mi ha restituito il valore del vocabolario. Ora ho la fondata speranza che i diritti civili siano diritti civili e non principi etici non negoziabili.

Sono grato a Saviano perchè mi ha dimostrato che le parole possono esprimere concetti facilmente comprensibili senza che siano di senso comune. Ora ho la speranza che la microcriminalità che mi colpisce sotto casa non sia l'unica criminalità di cui "mi" importa.

Sono grato a Saviano perchè ha avuto un contorno di eccellenze, da Benigni ad Abbado, da Piano a Fossati, da Bonino a Camusso a Morante. Ora ho la speranza che i giovani abbiano almeno il dubbio che per andare in TV ed essere ricchi serva soprattutto la preparazione e l'impegno. Certo, oltre a essere bravi ci vuole anche un po' di "culo", ma non solo "un bel culo".

Sono grato a Saviano, perchè finalmente le organizzazioni criminali vengono sfidate sul piano della cultura popolare e non solo dall'eroico, malpagato  e isolato apparato repressivo. Come dice lui, l'antimafia deve essere "di moda" e non patrimonio solo di magistrati "antropologicamente diversi dal resto della razza umana".

Vorrei andare via perchè hanno occupato il potere gli uomini della P2, delle consorterie di affaristi avidi di denaro dei contribuenti, degli amici degli evasori fiscali. Resto per la speranza che mi dà il modo in cui narra Saviano.



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POLITICA
28 maggio 2010
AgissoK
Chi desidera farsi del male e sperimentare un'esperienza agghiacciante può leggere "Fotti il potere" di Francesco KKKKossiga che io ribattezzerei "Alle sorgenti dell'Inferno italiano".

Ebbene, l'intervistato nel solito stile scombiccherato di chi sa tutto, ma non denuncia niente, accetta come apodittica e consustanziale la pratica della tangente al fare politica e inevitabile il connubio tra le organizzazioni criminali e l'amministrazione civile del paese.

Naturalmente, la conseguenza per KKKKossiga non è la ribellione morale e attiva, ma la rassegnazione su cui il disprezzabile vegliardo poggia la sua non invidiabile massima di vita "meglio il politico che ruba, ma sa governare bene, di un onesto ma incapace".

Io penso, invece, che l'attività di un politico può incidere molto sui pochi e quasi nulla sui tanti, perchè il denaro pubblico dà grandi benefici solo se si concentra, mentre ogni manovra economica è insufficiente a cambiare i destini di intere popolazioni, se non al margine.

Il che comporta che il politico migliore è quello che non fa danni, quindi un onesto incapace va benissimo.

Allora, l'eventuale lettore si meraviglia del titolo del post volutamente a rovescio?

Quanto dovremo ancora aspettare nostro Signore per liberare la faccia del pianeta da piaghe d'Egitto così lunghe e maligne come Gelli, Andreotti e Cossiga?
  

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