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Il viaggio di un eternauta
POLITICA
30 novembre 2010
Disinformatija 3x3
Chi non legge Libero, Il Giornale, Panorama, il Foglio e guarda poco il TG1, il TG4, Il TG5 e Studio Aperto si stupisce sinceramente di non vedere condivisa dai relativi lettori e spettatori la propria opinione sui 3x3.

Sembra impossibile che qualcuno non creda che Andreotti, Cossiga e Gelli abbiano servito lungamente uno Stato parallelo e che, quindi, possano di diritto essere denominati cospiratori.

Sembra impossibile che qualcuno dubiti del corruttore in atti giudiziari con sentenza passata in giudicato Previti e del mediatore con la criminalità organizzata con sentenza di secondo grado Dell'Utri, entrambi rei per favorire impresa o famiglia o persona dell'Innominabile.

Sembra impossibile che qualcuno non chiami e giudichi Briatore, Mora e Corona con i loro nomi derivanti da sentenze o da fatti accertati nel corso di processi o indagini: biscazziere, ruffiano, ricattatore.

Eppure coloro che sono lettori e spettatori di tali testate sono vittime di eccezionali uffici di Disinformatjia degni dell'OVRA o del KGB che costantemente usano 3 tecniche.

La prima è quella di preannunciare risultati di inchieste o fatti acclarati con una versione molto sintetica che richiama ai complotti contro i protagonisti che si vogliono difendere. Il messaggio è: inutile che tra qualche giorno ti metti a leggere le storie che usciranno... tanto lo sai che sono le solite cose dei soliti malintenzionati ...

La seconda è quella di esagerare l'accusa. L'innominabile va con le ragazze minorenni? Il titolo sarà: i pm accusano l'Innominabile di pedofilia ... L'innominabile "interloquisce" con persone collegate con la criminalità organizzata direttamente o attraverso mediatori? Il titolo sarà: i pentiti dicono che l'Innominabile ha ordinato la strage di Via Georgofili ....

La terza è quella di isolare particolari insignificanti per l'accusa, ma di presa popolare, per rilevarne l'inverosimiglianza o l'intrusione nella privacy come il bacio di Riina ad Andreotti o l'sms di Anna Falchi a Ricucci e infangare tutto.

Ci sanno fare questi, ci sanno fare .... sono una minoranza militarmente organizzata che combatte la maggioranza disorganizzata.
ECONOMIA
2 novembre 2010
Nucleare, beh no!
Nonostante l'inquinamento ideologico, il dibattito sugli investimenti infrastrutturali in nuove fonti di energia è comprensibile dal lato delle opzioni ambientali ed economiche, meno da quelle delle conseguenze politico-amministrative.

La contemporanea crescita prospettica dei fabbisogni soprattutto delle economie emergenti del XXI secolo e l'eccesso di anidride carbonica con il conseguente cambiamento climatico forse irreversibile ci impongono scelte nei prossimi decenni subottimali rispetto alla maturazione tecnico-economica completa delle fonti rinnovabili e al nucleare di quarta generazione o alla attualmente chimerica fusione.

Tacendo della fusione, il nucleare di quarta generazione dovrebbe bruciare le scorie radioattive ad elevatissimo tempo di decadimento che rendono ancora potenziali arsenali suicidi dell'umanità l'attuale seconda e la costruenda terza generazione di reattori.

Le fonti rinnovabili devono risolvere globalmente il problema dello stoccaggio, anche se il solare termodinamico sembra avere trovato delle risposte valide per farci sperare che un giorno dal nordafrica non arrivino più petroliere o gasdotti, ma fili dell'alta tensione alimentati da tale fonte nel Sahara.

Speranze di non dover costruire reattori tendenzialmente a spese del contribuente dovrebbero venire anche da minerali o vernici in grado di assorbire CO2 e inquinanti in genere.

Nel frattempo, non sembra possibile rinunciare ad alcuna delle fonti alternative a quelle dei combustibili fossili e, probabilmente, neppure ad essi, fino a che non viene migliorata e quindi rinnovata totalmente la struttura tecnologica della attività economica mondiale facendola diventare meno energivora.

Ciò che non convince rispetto a tali scelte filonucleari è attinente più al galbraithiano complesso militare-industriale che tende, anche tramite i reattori che alla fine generano plutonio, a creare un circuito vizioso di reciproco scambio con il potere politico palese e occulto delle democrazie.

Non solo, ma come sanno anche i filonuclearisti, sono necessarie agenzie indipendenti e trasparenti per la sicurezza sia intrinseca dei reattori, sia per i siti di stoccaggio delle scorie.

Chi obiettivamente nel nostro paese metterebbe anche un'unghia sul fuoco per una struttura comandata dal Gen. Carlo Jean noto compagno di merende dello scomparso Servitore di Stato Parallelo Francesco Cossiga? O per essere meno dietrologhi, da Pietro Canepa in quota Scajola e Paolo Mancioppi in quota Bossi?
 



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POLITICA
1 settembre 2010
Il Servitore dello Stato Parallelo
Il deprecabile "vecchio vissuto male", come ha ben scritto Massimo Fini, se n'è andato, se Dio vuole, sproloquiando tramite quattro missive alle più alte cariche dello Stato sul proprio servizio al Popolo Sovrano e sulla propria fede nelle Istituzioni repubblicane.

Chissà cosa penserebbe Giorgiana Masi assassinata il 12 maggio 1977 durante una manifestazione di piazza in cui erano presenti agenti di pubblica sicurezza in borghese armati e infiltrati nel corteo, dal momento che il "vecchio vissuto male" attestò nel 1977 la loro assenza davanti al Parlamento, salvo poi ammetterne la presenza in una trasmissione della TV di Stato nel 2007.

Chissà cosa penserebbe Rosario Livatino assassinato da Cosa Nostra il 21 settembre 1990 e accomunato nella definizione di "giudice ragazzino" cui non è consono non solo condurre indagini di mafia, ma persino amministrare in Sardegna una casa terrena con la porta che è anche la finestra.

Chissà cosa penserebbe il Generale dell'Arma dei Carabinieri Carlo Ciglieri morto il 27 aprile 1969 in uno strano incidente stradale e destinatario del dossier del generale Manes sulla fuga di notizie del Piano Solo del generale golpista De Lorenzo, coperto  dagli omissis del Sottosegretario alla Difesa Francesco Cossiga.

E chissà cosa ne penserebbe il generale Manes morto di infarto il 25 giugno 1969, poco prima di essere audito dalla Commissione Parlamentare sullo stesso tema.

Chissà cosa penserebbe, se solo glielo raccontassero per bene i media, il popolo sovrano dello Stato italiano ufficiale a proposito di questo servitore dello Stato Parallelo.

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permalink | inviato da ricke il 1/9/2010 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
28 maggio 2010
AgissoK
Chi desidera farsi del male e sperimentare un'esperienza agghiacciante può leggere "Fotti il potere" di Francesco KKKKossiga che io ribattezzerei "Alle sorgenti dell'Inferno italiano".

Ebbene, l'intervistato nel solito stile scombiccherato di chi sa tutto, ma non denuncia niente, accetta come apodittica e consustanziale la pratica della tangente al fare politica e inevitabile il connubio tra le organizzazioni criminali e l'amministrazione civile del paese.

Naturalmente, la conseguenza per KKKKossiga non è la ribellione morale e attiva, ma la rassegnazione su cui il disprezzabile vegliardo poggia la sua non invidiabile massima di vita "meglio il politico che ruba, ma sa governare bene, di un onesto ma incapace".

Io penso, invece, che l'attività di un politico può incidere molto sui pochi e quasi nulla sui tanti, perchè il denaro pubblico dà grandi benefici solo se si concentra, mentre ogni manovra economica è insufficiente a cambiare i destini di intere popolazioni, se non al margine.

Il che comporta che il politico migliore è quello che non fa danni, quindi un onesto incapace va benissimo.

Allora, l'eventuale lettore si meraviglia del titolo del post volutamente a rovescio?

Quanto dovremo ancora aspettare nostro Signore per liberare la faccia del pianeta da piaghe d'Egitto così lunghe e maligne come Gelli, Andreotti e Cossiga?
  

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