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POLITICA
1 giugno 2013
Guerra asimmetrica
Quando si parla di guerra asimmetrica non si dovrebbe far riferimento alla guerra degli Stati contro il terrorismo politico-religioso organizzato, ma alla guerra politica civile tra destra e sinistra nel nostro paese.

Da una parte c'è chi agisce direttamente sulle tasche dei propri presunti elettori tramite l'abolizione di imposte patrimoniali (leggi IMU), la lotta contro l'aumento di quella sui consumi (IVA al 22%), la traduzione di quella che pesa sul lavoro solo attraverso l'IRAP.

Insomma le tasche dei lavoratori autonomi di ogni razza, specie, età e accumulo di risorse.

Dall'altra c'è chi, pronunciando la parola-mantra "occupazione" crede o millanta di fare l'interesse della propria presunta base elettorale.

Pagare le risorse della Cassa Integrazione in deroga tramite le risorse pubbliche per detassare gli straordinari dei dipendenti e quelle dei contributi INPS per la formazione, non sta aiutando quella microimprenditoria che non ha mai pagato contributi per la CIG a discapito dei lavoratori dipendenti?

Pagare la decontribuzione e la detassazione degli stipendi dei nuovi giovani occupati tramite risorse pubbliche e, quindi, prevalentemente con le tasse dei lavoratori dipendenti, come noto, non è un modo per garantire un costo del lavoro rumeno a tutti gli imprenditori bravi e meno bravi, dopo aver depauperato per anni scuole e università che sono gli unici serbatoi possibili per aumentare la qualità delle risorse umane e non essere schiavi, perdenti, della competizione sul prezzo?

L'Unione europea ci dice, come ogni economista con la testa sulle spalle, che, in quanto grandi debitori costretti a saldi di bilancio virtuosi dato il pericolo di non vederci rifinanziare tempo per tempo i prestiti, non possiamo ampliare il mercato interno senza prima avere riconquistato competitività sui mercati esteri.

Quindi, dobbiamo agire sul costo del lavoro attraverso il cuneo fiscale che ne è la differenza con la retribuzione netta del dipendente e contemporaneamente aumentare l'imposta sui consumi che pesa sulle importazioni e non sulle esportazioni con una manovra di svalutazione implicita.

Ebbene l'unica opzione in campo è sempre e solo la riduzione dell'IRAP che pesa solo sulle imprese, mentre le tasse sui dipendenti rimangono costanti.

Sinistra-simildestra: e se smettessi di sproloquiare di occupazione a vanvera con le risorse sempre della massa del 90% dei lavoratori dipendenti occupati a favore di quel disperato 10% che è disoccupato favorendo stipendi precari e/o pensioni future da fame, perchè non cominci a parlare e agire sulle tasse e i contributi?

Sì, ma quelle dei dipendenti, pirla.
  

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