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Il viaggio di un eternauta
POLITICA
12 giugno 2018
L'insostenibile stupidità del senso razzista comune

Il razzista medio scende per strada e vede dei neri bighellonare in giro, qualche volta fermando vecchietti per l'elemosina, poi torna a casa e alla TV gli dicono che un senegalese impazzito ha preso a coltellate un passante ignaro o un magrebino fanatico è stato arrestato perchè reclutava connazionali alla guerra santa, infine parla con la vicina che ha sempre un conoscente che ha subito furti in casa e che sicuramente è stato il serbo zingaro. Poi riguarda la TV e capisce che spendiamo un sacco di soldi per mantenere il nero senegalese, il magrebino fanatico e il serbo zingaro che diventano la sintesi per un intero popolo come se Toto' Riina fosse il nome e cognome di ogni italiano....

Osservando gli effetti messi in rilievo sia dalla sua esperienza personale sia dal tam-tam del vicinato sia dalla interessata propaganda informativa che così fa dimenticare l'evasione fiscale da miliardi di euro, la corruzione dei politici ed amministratori compresi i 48 milioni fottuti dalla Lega Nord, la criminalità organizzata italianissima, uno dice: caspita ha proprio ragione il razzista medio con il suo senso comune.

Peccato che gran parte di questa situazione l'abbiamo creata noi, esattamente come è successo con il proibizionismo sulle droghe che ha fatto prosperare la criminalità organizzata di ogni latitudine con i suoi profitti che creano corruzione dei politici e quindi criptodittature mafiose, nonchè fatto spendere al contribuente cifre iperboliche per pagare apparati di polizia giganteschi e che alla fine nulla possono di fronte alla corruzione.

Tutto parte dall'idiozia della configurazione del reato di immigrazione clandestina art.10 bis comma 1 del Testo Unico grazie all'altro beota leghista Maroni : "Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, lo straniero che fa ingresso ovvero si trattiene nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni del presente testo unico nonche' di quelle di cui all'articolo 1 della legge 28 maggio 2007, n. 68, e' punito con l'ammenda da 5.000 a 10.000 euro. "

Ne consegue la sanzione di cui all'art. 12 comma 5-bis "Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque a titolo oneroso, al fine di trarre ingiusto profitto, da' alloggio ovvero cede, anche in locazione, un immobile ad uno straniero che sia privo di titolo di soggiorno al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione, e' punito con la reclusione da sei mesi a tre anni."

Allo stesso modo deriva quella di cui all'art.22 comma 12 "Il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto dal presente articolo, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato, e' punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5000 euro per ogni lavoratore impiegato"

Così abbiamo fatto bingo: chi viene qui per trovare un lavoro, una casa e un avvenire senza avere già i mezzi di sostentamento si ritrova in un centro-ghetto che sia di accoglienza o di attesa dell'espulsione poco importa, senza possibilità di lavorare e di trovare un alloggio regolare, alla mercè di un apparato di polizia spropositato che impiega il tempo a rincorrerli anzichè badare ad esempio ai furti in abitazione, di un apparato amministrativo e di "volontari" che hanno già dimostrato di essere strapagati se non addirittura corrotti (e italianissimi), nonchè di imprenditori senza scrupoli o di criminalità organizzata che offrono loro un'alternativa illecita da schiavi-manovali.

Non si capisce perchè sprecare tutti questi soldi per prevenire in gran parte non si sa bene cosa e non fornire un banale permesso temporaneo di soggiorno di sei mesi-un anno in modo tale che:

a) questi disgraziati spendano i risparmi loro e dei familiari non facendo prosperare le organizzazioni criminali che commerciano indifferentemente in uomini, come in armi, petrolio, droga, ma più commestibili e meno costose compagnie navali o aree

b) tutto l'apparato di polizia che sprechiamo venga utilizzato per reprimere i reati sia degli stranieri sia degli italiani.

Dice: ma tu sei un illuso. Già, invece, il razzista medio che vuole un miliardo di africani poveri fuori dalle sue palle radiotelevisive che cosa è?


 

 

POLITICA
15 settembre 2017
Minniti, il furbo Secret Service per allocchi paurosi
L'italiano a bassa scolarità medio, bombardato dalle immagini dei barconi e degli stupri solo di stranieri e dagli attentati fanatici degli estremisti islamici, ha paura degli immigrati. E' un dato di fatto evinto dai sondaggi.

Ciò non toglie che una paura basata sull'equazione immigrato=delinquente è una paura idiota.

Non tanto perchè non sia vero che l'immigrato medio non delinqua di più dell'italiano medio, ma per la soluzione che ne viene estratta ad uso mediatico delle anime semplici: fuori tutti gli immigrati = meno delinquenza. E quindi ben venga Minniti che non li fa arrivare echissenefrega se rimangono intrappolati in una situazione indegna per esseri umani.

Le statistiche del Ministero dell'interno ci dicono che dal 40 al 60% di molti reati sono commessi da stranieri, con specializzazioni etniche dei magrebini nei furti in strada e spaccio, dei serbi e slavi nei furti in abitazione, degli albanesi nelle rapine, dei cinesi nella prostituzione minorile ecc.
Tale percentuale è dunque maggiore del 10% che è la quota di popolazione straniera in Italia, ma
cominciamo col dire che i reati di corruzione, evasione e criminalità organizzata, che sono molto molto molto più distruttivi della nostra libertà, della nostra democrazia e delle nostre sostanze finanziarie, vedono protagonisti in maniera quasi totale italianissimi.
Che facciamo? Cacciamo tutti gli italiani per evitare questi reati? Magari, ma è una soluzione idiota.

L'errore logico sta nel porre al centro lo straniero e non il reato.
Gli stupri sono in italia 3.500, di cui 1.000 da parte di stranieri.
Se sbattiamo fuori tutti gli stranieri rimangono 2.500 stupri. Non mi sembra una soluzione o qualcuno ha mai sentito una donna dire " Sono stata stuprata, ma per fortuna aveva l'accento di Milano?"

Ancora, se sbattiamo fuori tutti gli straneri per evitare 1.000 stupri, vuol dire che sbattiamo fuori anche chi non c'entra niente con il delitto. Facciamo l'esempio dei marocchini che mediamente contano per il 10% del circa 50% dei reati commessi da stranieri: poichè le persone segnalate e denunciate sono circa 1 milione all'anno, 500 mila sono stranieri e 50 mila marocchini e poichè i marocchini in Italia sono 400 mila vuol dire che per sbarazzarci di 50 mila persone ne cacciamo 350 mila innocenti.

Non si tratta di fare la badante in centri di detenzione a decine di migliaia di persone spendendo miliardi nella gestione che, da buoni italiani tangentari e imbroglioni, finisce sempre per ingrassare l'illegalità.
Si tratta di essere razionali e buttare a mare per primo il reato di immigrazione clandestina che genera l'illegalità dei trafficanti di uomini: se gli immigrati potessero spendere i soldi che danno agli scafisti per prendere un normale aereo di linea al termine del quale, in cambio di una schedatura di impronte digitali, iride ecc, possono ottenere un permesso di soggorno temporaneo per ricerca di lavoro, con i soldi risparmiati potremmo sia perseguire meglio i reati compreso il lavoro nero e non perseguitare dei poveracci, sia espellere i delinquenti e coloro che al termine di 6 mesi-1 anno sono ancora senza un lavoro bianco.

Qualche "anima brutta" dice: poi i paesi da dove vengono non li rivogliono. Se arrivano con un biglietto aereo regolare, li si riporta esattamente nell'aeroporto da cui vengono opportunamente scortati da nostro personale che ne impone lo sbarco. Se il paese non lo permette ne pagherà le conseguenze a livello diplomatico: per fortuna noi contiamo per questi paesi molto più di quello ch essi contano per noi come paese.
Oppure quello che conta per noi sono solo gli interessi di ENI e LEONARDO, ovvero petrolio e armi, come sembra aver ben compreso Minniti, l'Intelligence fatta uomo,  pagando i complici del traffico illegale di esseri umani più profumatamente di quanto possano pagare gli stessi sfortunati esseri umani?
 
 

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POLITICA
21 settembre 2016
Un NO alla Luisa e agli aspiranti Vladimir

Il Presidente del Consiglio pro-tempore va dicendo in giro che la riforma costituzionale non muta i poteri del Presidente del Consiglio.

Argomento formalmente inattaccabile, ma capzioso nella sostanza.

La tesi che qui si dimostra è che, nei fatti, il segretario del partito che vince le elezioni, diventando Presidente del Consiglio, con la nuova Costituzione e il controllo della “nomina” dei parlamentari del suo partito, immutata o peggiorata dall’attuale legge elettorale, è in grado di instaurare una repubblica autocratica, modello putinian-orbanian-kakzynskiano, senza contrappesi democratici.

Mi baso sul testo normativo, ma senza entrare in fini disquisizioni giuridiche, fissando l’attenzione di tutti sulle domande che veramente importano:

a)       Chi decide cosa?

b)      Chi sceglie chi decide cosa?

 

Primo punto.

La nuova costituzione è stata contrabbandata in grado di superare le storture della decretazione d’urgenza e delle continue questioni di fiducia con il maquillage dell’art. 77 che, fondamentalmente, impedisce la reiterazione dei decreti-legge decaduti nonchè inserimenti disomogenei alla materia del testo originale.

Peccato che all’art.72 comma 7 compaia il nuovo istituto del cosiddetto “voto a data certa” ovvero la possibilità da parte del Governo di obbligare il Parlamento a votare le sue leggi entro un periodo prefissato.

Cosa cambia?

Semplice. I decreti-legge a una certa data scadono e costringono i Governi a porre la fiducia, fare maxi-emendamenti, ascoltare le inutili reprimende periodiche della Presidenza della Repubblica, contingentare i tempi, usare gli emendamenti-canguro: insomma nella migliore delle ipotesi un danno di immagine, nella mediana la necessità di venire a patti con le opposizioni interne ed esterne alla maggioranza, nella peggiore abbandonare il provvedimento.

Chi è attento, sa che tanti provvedimenti “urgenti” in approvazione guarda caso tra la metà di luglio e l’inizio di agosto in quanto particolarmente protervi in materia di giustizia, finanziamento dei partiti, lotta all’evasione ecc., una volta bloccati e rinviati a settembre sono poi stati abbandonati al risveglio post-vacanziero dell’opinione pubblica nazionale.

I disegni di legge con voto a data certa, invece, non scadono.

Non solo, ma nella versione originale in prima lettura della nuova costituzione, se il Parlamento non riusciva a rispettare la scadenza, doveva votare esattamente il testo del Governo, ovvero potenzialmente quello che esce, si fa per dire, dal Consiglio dei Ministri e che in realtà viene promulgato anche con giorni e giorni di ritardo dal Presidente della Repubblica, perché ulteriormente “lavorato” dallo staff della Presidenza del Consiglio senza che i Ministri l’abbiano potuto approvare nel suo testo definitivo.

La Sen. Finocchiaro ha detto recentemente in pubblico dibattito con il costituzionalista Zagrebelsky che il fatto di votare esattamente il testo del Governo è stato superato. Mica tanto. L’On. Boschi in Parlamento (28.12.14) parla di “limiti che saranno poi definiti dai Regolamenti, (…) per quanto riguarda eventuali valutazioni di complessità e omogeneità del procedimento, valorizzando (sic!) il lavoro parlamentare”.

Dunque, non è scritto ne’ nell’ultima versione della norma, ne’ è detto dal relatore della medesima che il testo che venisse votato alla fine per rispettare la data certa, non è quello originale (o accettato) dal Governo, ma quello che risultasse allo stato di approvazione degli emendamenti del Parlamento.

Lo deciderà il Regolamento. Ma chi decide il Regolamento ? La maggioranza parlamentare. Ovvero, con la legge elettorale attuale, il partito di maggioranza assoluta alla Camera dei Deputati che ha vinto le elezioni. E gli eletti del partito di maggioranza assoluta sono tutti resi forti da una elezione diretta in collegi uninominali sufficientemente piccoli da permettere anche ai candidati non ufficiali dei partiti o agli outsider di avere qualche chance di battere candidati ufficiali palesemente impresentabili ? Nòne, direbbe Pippo Franco, absit iniuria verbis.

Si tratta di eletti nell’ambito di 100 megacollegi da almeno 400 mila elettori e fischia, all’interno dei quali vige la possibilità dei capibastone di presentarsi in 10 collegi diversi e così decidere per la quasi totalità chi sono gli eletti successivi, alla faccia della parvenza di preferenze comunque di liste brevi bloccate in collegi appunto così enormi da impedire agli outsider dentro o fuori dai partiti di avere la minima possibilità.

Dunque eletti solo tra gli oligarchi e i loro miracolati esattamente come è accaduto con la legge elettorale precedente non a caso ispirata all’avvenenza dell’On. Calderoli, da cui il nome “Porcellum”. Quindi, persone che devono tutto al Segretario di partito che li ha messi in lista e ai suoi accoliti più stretti e che, senza il pollice alzato del Segretario di partito-Imperator sono destinati a fare la fine dei gladiatori al Colosseo.

Pertanto, cosa potrà mai essere scritto in un Regolamento approvato dalla maggioranza di cotali eletti, devoti al Segretario di partito di maggioranza-Presidente del Consiglio, se non esattamente quello che era scritto nella prima versione della legge di riforma?

Facile: il Governo chiede alla Camera dei deputati di poter approvare a data certa un proprio provvedimento e, se il Parlamento degli oligarchi e miracolati non ce la fa, voterà il testo approvato (o accettato) dal Governo.

Insomma, abbiamo fatto il Gioco dell’Oca per tornare al punto di partenza.

 

Secondo punto.

Un Governo così rafforzato nella produzione legislativa dovrebbe trovare un ancor superiore contrappeso prima di tutto nella Corte costituzionale.

La Corte costituzionale rimane formata di 15 giudici, 5 nominati dalle supreme magistrature, 5 dal Presidente della Repubblica e, dalla riforma, 3 dal 60% almeno dei componenti della Camera e 2 dal 60% almeno dei componenti del Senato (dal quarto scrutinio).

Il Presidente della Repubblica, a sua volta, viene eletto con la riforma dal 60% dei votanti (e non più dei componenti) del Parlamento riunito in seduta comune (dal settimo scrutinio).

Qualche numero certo e qualche numero “realistico”.

Fino ad oggi il Presidente della Repubblica ha avuto un numero potenziale di 1000-1010 Grandi elettori, che si sono trasformati in votanti al minimo in 840-850. E comunque, per l’elezione era necessaria la maggioranza assoluta dei componenti, quindi oltre 500.

Dalla riforma, poiché i Grandi Elettori diventano 730, già se il 100% votasse avremmo un quorum di 438. Supponiamo che voti una media tra l’ipotetico massimo e il minimo storico, diciamo il 93% ovvero 407. La maggioranza di oligarchi e miracolati della Camera è 340. Risulta molto problematico pensare che il partito di maggioranza alla Camera non abbia almeno almeno il 50% dei 100 tra eletti/nominati dai Consigli regionali e dei solitamente governativi senatori a vita. E siamo, ipotesi minima, a 390.

In questo paese ovviamente non abbiamo mai visto pattuglie di verdiniani o simili che per una poltrona da Ministro, due da sottosegretario, tre da Presidente di Commissione, quattro da Assessore regionale, cinque da Presidente di Municipalizzata, elargiscono graziosamente il loro voto. No, non l’abbiamo mai visto.

Oltretutto si potrebbe votare sia a favore del Presidente deciso dalla maggioranza, sia astenersi; il che nel regolamento della Camera equivale a non votare. A seconda della convenienza, certo non della convinzione.

E così la maggioranza di Governo si mette potenzialmente in saccoccia al massimo in un paio di legislature 5 giudici costituzionali.

Un po’ più difficile mettere le mani sui 3 della Camera con 340 su 378 e i 2 del senato con 50 (?) su 100, ma non impossibile e, “realisticamente”, dai 2 ai 3 su 5 è difficile che non siano alla portata potenziale della maggioranza, sempre al massimo in un paio di legislature. Ma al minimo ?

Dunque, siamo partiti dal Segretario di partito e siamo finiti alla Corte Costituzionale.

 

Conclusioni.

Le argomentazioni non fini, ma “realistiche” portano a dare ampia concretezza alla tesi che il famoso “combinato disposto” della legge elettorale dei “nominati” e della riforma costituzionale che chiamerei Luisa, perché “inizia presto, finisce presto e di solito non pulisce il water” (…), aumenta la probabilità di trovarsi con un segretario di partito in grado non solo di farsi le leggi che si sogna da solo di notte, ma anche di scassare principi costituzionali odierni residui che attengono sia all’indipendenza del potere giudiziario sia alla libertà del potere dell’informazione.

Il quesito così palesemente tendenzioso della scheda “Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni (..)” dovrebbe essere totalmente riformato “Volete voi correre il rischio di un segretario di partito che, vincendo le elezioni, si fa le leggi da solo e, nel tempo, potrebbe schiacciare l’indipendenza della magistratura e la libertà dell’informazione? (Sottotitolo come Putin, Orban, Kaczynsky?).

Ecco: io NO.

POLITICA
8 gennaio 2016
Cose di cosa nostra
Esistono sbagli di prospettiva commessi in buona fede dalle migliori persone di questo mondo.

Nella sua recente autobiografia Giancarlo Caselli riporta un'affermazione di Carlo Alberto Dalla Chiesa a Giorgio Bocca: "Gran parte dei privilegi mafiosi pagati dai cittadini non sono altro che i loro elementari diritti. Assicuriamoglieli noi questi diritti, togliamo questo potere alla mafia."

Tale affermazione è tradotta in linguaggio mafioso dal boss in carcere Pietro Aglieri. "Quando venite nelle nostre scuole a parlare di legalità e giustizia, i nostri ragazzi vi ascoltano e vi seguono, ma quanto questi ragazzi diventano maggiorenni cercano un lavoro, una casa, assistenza economica e sanitaria a chi trovano? A voi o a noi?".

Caselli conclude: "Se i diritti fondamentali dei cittadini non sono soddisfatti, i mafiosi li intercettano e li trasformano in favori che elargiscono per rafforzare il proprio potere". Il solo volto militare dello Stato non assicura una vittoria duratura sulla mafia.

Tutto vero, ma viene prima la vittoria "militare" e giudiziaria, senza la quale non siamo in grado di estirpare i mafiosi e i collusi dagli enti pubblici e dalle aziende che danno lavoro, servizi, denaro, sostituendoli con un'amministrazione mediamente virtuosa. Altrimenti come si possono dare lavoro, servizi, denaro? Con le aziende private che dovrebbero operare in un contesto economico inquinato e sotto le pressioni mafiose? Maddài .....


POLITICA
17 giugno 2015
#NonrivogliamoMatteo
Gramellini è un brillante professionista e una persona normale.

L'altro giorno ci ha dimostrato che anche un brillante professionista e una persona normale in Italia preferiscano l'Uomo solo al comando, l'Uomo della Provvidenza che ci libera dai problemi senza darci la fatica di occuparcene anche solo mentalmente e, addirittura(!), di dovere predisporre un'organizzazione pubblica efficiente.

A fronte del ferimento di un ferroviere con un machete e della emergenza profughi nelle stazioni, il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto, secondo il Matteofan:
a) lasciare "in sbindoloni" il Presidente della Bolivia con cui stava lavorando per relazioni internazionali
b) saltabeccare a favore di telecamera in mezzo ai bivacchi di poveracci bloccati nella loro migrazione
c) sparare "dichiarazioni roboanti che alzassero un po' di polvere" per oscurare le sparate razziste altrui.

Insomma un Superpippo in mutandoni e noccioline in grado di risolvere da solo a mani nude i problemi e toglierci la fatica di dovere impegnarci a pensare a soluzioni che comportano analisi, tempo, organizzazione, cultura del risultato permanente e che non si esaurisce con i titoli di coda della "narrazione".

Ecco se è questo il Matteo presenzialista, incompetente, pataccaro che vagheggia Gramellini viene proprio da dire #Nonrivogliamo Matteo

POLITICA
31 maggio 2014
Razzi e ubriacati
Venti anni di promesse farlocche e spese senza copertura non sono bastati a un paese di sognatori che contano di far pagare i propri debiti ad altri, i nostri figli o gli altri europei che siano.

Così ci risiamo con gli spot furbi dietro cui si celano le solite modalità di un eterno potere democristiano.

Ad esempio lo spot delle donne presidenti di ENI, ENEL, FINMECCANICA, poichè operativamente non hanno nessun potere serviva a far passare un messaggio diverso da quello effettivo e, cioè, che il nuovo potere renziano ha infilato nei consigli di amministrazione propri uomini accanto a quelli di lungo corso dalemiani, berlusconiani, alfaniancasiniani.

Oppure quello della quantità di giovani e donne al governo che serviva a far passare un messaggio diverso da quello di avere messo una capace manager berlusconiana al dicastero che si occupa di comunicazioni (ma va'?) e di energia (visto che l'azienda di famiglia se ne occupa). Oppure quello di non aver messo un magistrato capace alla giustizia in favore di persone che si sono contraddistinte nei loro partiti e corporazioni soprattutto per essere contro i magistrati che fanno il loro mestiere senza guardare in faccia potentati assortiti.

Ancora, e' stato fatto bere ai gonzi di sinistra il bonus fiscale ai dipendenti sotto una certa soglia di reddito che nella norma pubblicata è TEM-PO-RA-NEO e richiederà coperture permanenti di 10 miliardi di euro per la sua conferma. Mentre è PER-MA-NEN-TE la nuova regola dei contratti a tempo determinato rinnovabili cinque volte per tre anni senza causale. Bene aver tolto inutile burocrazia e ricorso ai giudici del lavoro. Così però diventa possibile/probabile per chiunque passare l'intera vita senza contratti per i quali il datore di lavoro abbia un disincentivo economico in termini di esborsi in denaro importanti se licenziano prima della scadenza.

Insomma, mentre il Parlamento persino con i Razzi e gli Scilipoti sembra fare qualcosa di decente con la cancellazione del reato di immigrazione clandestina e la presa d'atto della depenalizzazione del consumo delle droghe leggere che alleggeriranno nel tempo la pressioni sulle carceri esistenti oppure con la europeizzazione del divorzio breve, ci si prepara una stagione democristiana buia con spot paraberlusconiani a convincerci che abbiamo messo un "razzo" nel motore instancabile, veloce, deciso.....

Quanti embe' dovremo ascoltare simile a quello di aver abitato per anni in un appartamento a Firenze offerto da un amico, talmente amico che casualmente ha vinto gli appalti per i parcheggi dallo stesso Comune?

Bisignani, il piduista di lungo corso formato alla grande scuola gellian-lettiana, dice che il metodo renziano di conquista del potere R-E-A-L-E è arrogante e diabolica.

C'era uno spot di un prodotto che diceva: "IL SIGNORE SI' CHE SE NE INTENDE!".

Propro così....


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POLITICA
30 novembre 2013
Logica e consenso
Dal punto di vista della logica comune il tronfio Massimo Cacciari ha ragione.

I segretari dei partiti li eleggono gli iscritti di quella parte, i candidati alle cariche pubbliche possibilmente vengano eletti con primarie di partito o coalizione.

Peccato che la minoranza organizzata degli iscritti è quella che mangia e beve con la politica o immediatamente vendendo a poco il proprio nome su una tessera o, sulla base troppo spesso di queste tessere tarocche, ottenendo candidature a cariche pubbliche da cui ottiene denari per creare il consenso che lo renda perpetuo.

E' così allora che proprio la possibilità di eleggere segretari di partito dai non iscritti apre le porte alla benefica destrutturazione di queste macchine autoreferenziali di creazione del consenso tramite l'amministrazione di denaro pubblico.

E' solo una possibilità per liberarsi di un passato che non passa anche se il linguaggio da pubblicità del cavolo di Pulcino Pio fa pensare a un futuro farlocco non molto dissimile.

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ECONOMIA
21 ottobre 2013
Banche e lumache
E' noto che per gustare un piatto di lumache bisogna procedere allo spurgo delle stesse affinchè non siano tossiche per chi le degusta.

E' altrettanto noto che una crisi finanziaria così devastante ha reso tossiche percentuali elevatissime di asset bancari che hanno ancora ampio bisogno di essere spurgati, ovvero mondati di sofferenze e incagli tramite iniezioni di liquidità derivanti da operazioni di mercato con le banche centrali ovvero da ricapitalizzazioni pubbliche.

Hai voglia a non voler far pagare al contribuente questa nuova liquidità bancaria.

E' accaduto dappertutto e accade anche qui con molte evidenze recenti: la possibilità di cedere alla Cassa Depositi e Prestiti titoli derivanti da cartolarizzazione di mutui, lo sconto fiscale e la migliore qualità di asset dalla possibilità di diminuire il numero di anni di riporto delle perdite, la possibile rivalutazione delle quote di Bankitalia e il tentativo di salvataggio strisciante al momento mal riuscito di MPS.

Nessun stupore di fronte al male minore.

Ciò che indigna è che, a differenza dell'estero, tutto è fatto perchè chi amministra oggi amministri anche domani in un orrido capitalismo perennemente di relazione.

E così con i soldi di CdP anzichè finanziare in toto imprese e famiglie, eccoci a finanziare le vestigia puteolenti di Alitalia o con i Tre/Monti bond di MPS cercare di mantenere la sputtanatissima Fondazione senese nella stanza dei bottoni.

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POLITICA
1 giugno 2013
Guerra asimmetrica
Quando si parla di guerra asimmetrica non si dovrebbe far riferimento alla guerra degli Stati contro il terrorismo politico-religioso organizzato, ma alla guerra politica civile tra destra e sinistra nel nostro paese.

Da una parte c'è chi agisce direttamente sulle tasche dei propri presunti elettori tramite l'abolizione di imposte patrimoniali (leggi IMU), la lotta contro l'aumento di quella sui consumi (IVA al 22%), la traduzione di quella che pesa sul lavoro solo attraverso l'IRAP.

Insomma le tasche dei lavoratori autonomi di ogni razza, specie, età e accumulo di risorse.

Dall'altra c'è chi, pronunciando la parola-mantra "occupazione" crede o millanta di fare l'interesse della propria presunta base elettorale.

Pagare le risorse della Cassa Integrazione in deroga tramite le risorse pubbliche per detassare gli straordinari dei dipendenti e quelle dei contributi INPS per la formazione, non sta aiutando quella microimprenditoria che non ha mai pagato contributi per la CIG a discapito dei lavoratori dipendenti?

Pagare la decontribuzione e la detassazione degli stipendi dei nuovi giovani occupati tramite risorse pubbliche e, quindi, prevalentemente con le tasse dei lavoratori dipendenti, come noto, non è un modo per garantire un costo del lavoro rumeno a tutti gli imprenditori bravi e meno bravi, dopo aver depauperato per anni scuole e università che sono gli unici serbatoi possibili per aumentare la qualità delle risorse umane e non essere schiavi, perdenti, della competizione sul prezzo?

L'Unione europea ci dice, come ogni economista con la testa sulle spalle, che, in quanto grandi debitori costretti a saldi di bilancio virtuosi dato il pericolo di non vederci rifinanziare tempo per tempo i prestiti, non possiamo ampliare il mercato interno senza prima avere riconquistato competitività sui mercati esteri.

Quindi, dobbiamo agire sul costo del lavoro attraverso il cuneo fiscale che ne è la differenza con la retribuzione netta del dipendente e contemporaneamente aumentare l'imposta sui consumi che pesa sulle importazioni e non sulle esportazioni con una manovra di svalutazione implicita.

Ebbene l'unica opzione in campo è sempre e solo la riduzione dell'IRAP che pesa solo sulle imprese, mentre le tasse sui dipendenti rimangono costanti.

Sinistra-simildestra: e se smettessi di sproloquiare di occupazione a vanvera con le risorse sempre della massa del 90% dei lavoratori dipendenti occupati a favore di quel disperato 10% che è disoccupato favorendo stipendi precari e/o pensioni future da fame, perchè non cominci a parlare e agire sulle tasse e i contributi?

Sì, ma quelle dei dipendenti, pirla.
POLITICA
18 maggio 2013
Inciucista confesso
Nicola Latorre ha un cursus honorum di tutto rilievo al riguardo.

Faceva parte della merchant bank di Palazzo Chigi che non parla inglese (copyright Guido Rossi) entrata con le pezze al culo e uscita benestante (Marco Travaglio) assieme a Claudio Velardi (divenuto spin doctor di candidati di destra), Fabrizio Rondolino (notista de Il Giornale di Berlusconi), Marco Minniti (animatore della Fondazione ICSA con Kossiga).

In stretto contatto con il tesoriere che ha "occultato" il patrimonio dei DS nelle Fondazioni, Ugo Sposetti che ama desinare con Denis Verdini.

Lo si ricorda per il pizzino a La7 per aiutare nel dibattito in corso il collega della destra a discapito del teorico alleato dell'IDV.

Ultimamente ha gettato definitivamente la maschera e ci sta dicendo con chiarezza chi è.

Ha bollato come entrambe gravi le vicende di dissenso interno alle candidature presidenziali di Marini e Prodi. Peccato che la prima è stata alla luce del sole e la seconda nell'ombra silenziosa che si confa ai miserabili che sanno di essere infami. Per non parlare del fatto che Prodi è la bandiera del PD, Marini tutt'al più della DC-PPI. O Nicola Latorre ha come bandiera solo lo Skorpione dai baffetti padrone del partito delle Coop?

Infine, mentre Luigi Zanda capogruppo del PD bollava come ineleggebile il noto concessionario TV Giglio di Campo e quindi impossibile la sua nomina a Senatore a Vita come suggello dell'Inciucio dei Vent'anni, lui pronto "non spetta a noi decidere sulla nomina di senatore a vita".

Politicamente infame e miserabile.
  

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